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La vendemmia

Scritto da 7 Ottobre 2021Giugno 14th, 2022Nessun commento
Vendemmia alla cantina Tormaresca di Locorotondo

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Sin da piccola ho desiderato scoprire cos’è una vendemmia. Già a partire da fine luglio le viti cominciano a riempirsi di frutti. Spostandosi da un paese all’altro o ci si imbatte in uliveti o ci si imbatte in vigneti: c’è poco da sbagliarsi in Puglia, terra baciata dal sole!

Quando ci si ritrova tra le vigne la reazione nasce spontanea: perché non fermarsi e assaggiare l’uva che penzola pesante dai tralci senza che nessuno se ne accorga?
L’emozione è grande, la terra arata e calcarea smossa sotto i piedi, la vigna grondante di lucidi acini, le foglie verdi svolazzanti al vento che giocano a nasconderti i frutti e la paura di essere sorpresa a giocare a nascondino in mezzo ai filari.

Mi piace coltivare l’attitudine ad essere un po’ bambina e attraverso alcune esperienze di oggi provare a rivivere le sensazioni e i profumi di molti anni fa. E, inevitabilmente, il pensiero corre a una sera di agosto del 1979 quando il mio papà, amante dell’astronomia, decise di portare me e i miei sei fratelli a fare una passeggiata sotto la luna piena in mezzo alle campagne, con il nostro mitico pulmino T2 Volkswagen bianco e arancione (per intenderci quello della famiglia Bradford).
Il suo desiderio era quello di illustrarci le costellazioni, di farci godere della bellezza del creato, dei suoi silenzi e dei suoi profumi notturni.
Eravamo al gran completo, mamma e papà e tutti noi, sette figli.
A dire il vero la mamma non mi pareva tanto entusiasta di mettersi in marcia con l’intera tribù intorno alle nove di sera! Sarà stata anche leggermente provata dalla giornata a servizio della famiglia numerosa, eppure accettò di buon grado l’idea di mio padre.

Il pulmino si mosse e volteggiò tra le campagne pugliesi per almeno un’ora mentre si cantava tutti insieme, senza accorgerci del tempo che passava. Tempi lenti, tempi di un tempo.
Mio padre si orientò verso le ultime colline che discendono sul mare in agro tarantino ma tanto ci provò gusto ad addentrarsi tra le stradine sterrate di campagna in quel territorio ammaliante e magico che alla fine si perse.
Fermamente convinto delle sue conoscenze astronomiche cominciò a tentare di ritrovare la strada seguendo le stelle del cielo ma il risultato fu alquanto deludente.
Era mezzanotte quando mia madre gli impose di fermarsi per fare il punto della situazione. Nel frattempo noi scendemmo tutti dal pulmino e ci ritrovammo in un vero e proprio paradiso terrestre fatto di sentieri tra le vigne ricolme di uva gonfia e splendente. Eravamo illuminati dalla sola luce della luna, eppure tutto era osservabile limpidamente.

Ci disperdemmo tra i filari, l’entusiasmo fu immenso, ogni grappolo d’uva sembrava un insieme di stelle, altro che costellazioni!
Mentre degustavamo quel frutto zuccherino e ne approfittavamo per giocare a paintball con gli acini, mia madre per tenerci buoni ci radunò su un muretto a secco e cominciò a raccontarci come avveniva una vendemmia.
Da buona friulana il buon vino lo aveva sempre apprezzato, e da sempre ci aveva dimostrato di essere un’amante della natura e delle tradizioni; amava trasmetterci la bellezza delle cose semplici, quelle il cui risultato è dato dal sacrificio e dalla passione. Era una donna concreta, energica, passionale e assai sensibile.
Quel racconto sotto un cielo stellato di uva bianca l’ho sempre custodito tra i miei ricordi più belli. Mi colpì l’entusiasmo di mia madre, pareva quasi commossa nel raccontarci l’attenzione che i contadini mettono per curare la vigna. Quanta pazienza e quanta costanza da febbraio fino all’autunno, tempo di vendemmia. I ceppi devono essere nutriti, potati, legati e seguiti giorno dopo giorno per arrivare a produrre quel nettare che sa di cuore.

Alla fine mio padre dopo aver individuato la strada del ritorno studiandosi la cartina stradale, di quelle che in macchina non mancavano mai, si intromise nel racconto emozionale di mia madre e, finalmente, ci indicò il Grande Carro portando a compimento le sue promesse astronomiche.
Lo individuammo chiaramente, ebbe l’abilità di farcelo immaginare carico di uva pronta per la pigiatura. Ricordo ancora con tenerezza quando ci disse anche che il Grande Carro oltre a formare la caratteristica figura a forma di carro o di aratro era formata dalle sette stelle più brillanti della costellazione dell’Orsa Maggiore, così brillanti da fargli pensare a ciascuno dei suoi sette figli. Mi sono sempre identificata con Mizar che è la seconda stella del timone, come me, che sono la seconda dei sette fratelli.

Quella notte avventurosa è rimasta indelebile nei miei flashback, fu così ricca, così luminosa, così inaspettata che ogni volta che vedo una vigna mi torna alla mente.
Quando è tempo di vendemmia vorrei essere sempre in Puglia e quest’anno ho avuto la fortuna di riuscirci.
Ho assistito a due vendemmie: la vendemmia come un tempo del signor Domenico e la vendemmia nella grande cantina Tormaresca del Marchese Antinori, un ettaro di terreno a Locorotondo contro trecentocinquanta ettari di vigna nel brindisino che si perdono fino al mare.
Un solo uomo, un nipote e due amici contro centoventi persone.
La forza delle braccia contro la potenza delle macchine.
La tradizione contro la scienza.
Un solo vitigno (Malvasia) contro cinque vitigni (Chardonnay, Fiano, Primitivo, Negroamaro, Cabernet Sauvignon).
Duecento bottiglie di vino da consumare in famiglia contro una produzione su scala nazionale e internazionale.
Alla fine però una grande passione contro una grande passione!

Ho scoperto con quanta cura il ceppo deve essere seguito. Non immaginavo dovesse essere tenuto sotto controllo tutto l’anno perché produca il giusto, né troppo né troppo poco. La produzione, per essere eccellente, deve essere controllata, equilibrata.
Così come accade un po’ in tutto nella vita, nei nostri progetti, nelle relazioni professionali, amicali, familiari, nelle nostre aspirazioni. Ogni cosa richiede costanza e amore, equilibrio e pazienza, sacrificio e fatica, stupore e attesa, passione e metodo, per ottenere un risultato che sia inebriante come il buon vino. Il successo non capita, è una decisione!
Il signor Domenico, che con i sassolini per terra, testimoni del transito di popoli nel tempo, contava il numero dei tini d’uva raccolta nel suo terreno di campagna ereditato dal suo bisnonno, e la grande cantina, che, con la sua esuberanza produttiva, arreca lustro alla enologia del nostro paese, mi hanno reso fiera di essere pugliese.
Ho imparato a gustare la mia terra attraverso i sapori del vino. Vini potenti, dai profumi intensi e fruttati con note di frutti rossi, tabacco, macchia mediterranea ed erbe officinali, messaggeri di una terra e della sua storia antica. Il vino racconta di noi, ci unisce alla nostra terra, alla sua storia, ai suoi profumi e alle sue tradizioni in una simbiosi di emozioni.
Non potrò farvi assaggiare il vino del signor Domenico che custodisce gelosamente nella sua cantina ma posso suggerirvi di gustare un sorso di Puglia anche a Milano nel Bistrot Tormaresca Vino&Cucina.

Buon sorso a tutti!

 

🇬🇧 Harvest

Since I was a little girl, I wished to discover what a harvest is about.

Starting from the end of July, vines get full of grapes. Moving from a place to another in Apulia, you can only see olive trees and vineyards: you cannot be mistaken, in this sun-kissed land!

When you find yourself among the vineyards, a reaction comes natural: why not stopping and tasting the grapes, heavily swinging from the branches, with nobody noticing you? The emotion is strong, the plowed soil under your feet, the vineyard full of glossy berries, the green leaves fluttering in the wind, and the fear of getting caught playing hide-and-seek among the rows.

I like keeping the attitude of being a little girl and I try to dive once again in the feelings and scents of many years ago.

Inevitably, the thought goes to one evening in August 1979, when my father, fond of astronomy, decided to take his seven children for a walk in the full moon light in the middle of the countryside, on our mythical white and orange T2 Volkswagen van (like the one of the Bradford family, just to give an idea).

He wished to show us the constellations and to let us enjoy the beauty of creation, its silence and night scents.

We were all there, mum, dad and all of us seven kids.

To be true, mum didn’t seem enthusiastic to go out with the whole tribe around 9 o’clock in the evening! She was a bit tired after the long day passed looking after her big family, but she willingly accepted my father’s idea.

The van moved along the Apulian countryside for about an hour, while we were all singing loud, without realizing the time passing by.

Slow times, old days times.

My father proceeded to the last hills descending to the sea, in Agro Tarantino area, and he had so much fun driving across the country lanes in that charming and magic territory, that he lost the way.

Deeply confident in his astronomic knowledge, he tried to find the way by following the stars in the sky, but the result was quite disappointing.

It was already midnight when my mother imposed to stop the van so as to take stock of the situation. Meanwhile we got out of the van and found ourselves in an earthly paradise, made of paths among vineyards full of bright, big grapes. Although the light came just from the moonlight, everything was clearly illuminated.

We run across the rows, our enthusiasm immense, each grape berry looked like a bunch of stars, better than a constellation!

While we were enjoying the sweet grapes’ flavour, playing paintball with the berries, my mother gathered us on a dry stone wall to keep us quiet, and started telling us what a harvest is about.

Being of Friulian origin, she always appreciated good wine and showed us her love to nature and traditions; she loved to convey the beauty of simple things, resulting from sacrifice and passion. She was a concrete woman, energetic, passionate and very sensitive.

The story under the starry sky always remains among my most beautiful memories.

I was impressed by my mum’s enthusiasm, she got a bit moved telling us how much  care and attention the farmers spend on their vineyards.

So much patience and perseverance from February till the harvest time in autumn. The stocks need to be nourished, trimmed, tied together and carefully checked day by day so as to turn into production.

After studying the street map, never missing in the van, my dad finally found the way home. He intruded in my mum’s tale and showed us the Big Dipper, fulfilling his astronomic promises. We could see it very clearly, and imagined it full of grapes ready for pressing.

I tenderly remember when he told us the Big Dipper had the typical wagon shape formed by the seven brightest stars in Great Bear constellation, so bright to remind him of his seven children. I identified myself in Mizar, the second helm star, being the second child among my brothers and sisters.

This adventurous night remains unforgettable in my flashbacks, it was so rich, bright and unexpected that it comes to my mind every time I see a vineyard.

During harvest time I always long to be in Apulia and this year I managed to be there. I attended two harvests: a harvest like once at Domenico’s, and a harvest in the large Cantina Tormaresca del Marchese Antinori, one hectar of land in Locorotondo against 350 hectars of vines in Brindisi area, towards the sea.

One single man, his nephew and two friends against 120 people. The strength of arms against powerful machines.

Tradition against science. One only vine (Malvasia) against five vines (Chardonnay, Fiano, Primitivo, Negroamaro, Cabernet Sauvignon).

200 bottles of wine for family use, against a large production for national and international market.

In both cases, one big passion against one big passion!

I learned how much care they give to the stock. I couldn’t imagine that it needs to be closely monitored all year round, so as to produce the exact quantities, not too much, not too few. The production, to be excellent, needs to be carefully checked and well-balanced. The same as in our life, in our projects, in our professional and personal relationships, in our ambitions. Everything needs perseverance and love, balance and patience, sacrifice and effort to obtain a result, as inebriating as good wine. Success does not happen, it is up to us!

Both Domenico, counting the amount of pressed grapes in his small vines inherited from his great-grandfather, and the big winery giving prestige to our country enology, made me feel proud of being Apulian.

I learned to appreciate my land through the wine flavours. Strong wines, with intense and fruity smells, and notes of red fruit, tobacco, Mediterranean scrub and medicinal herbs. Wine tells about ourselves, connecting us to our land, its scents and its traditions in a symbiosis of emotions.

Unfortunately I’m not able to let you taste Domenico’s wine, closely guarded in his cellar, but I suggest to taste a sip of Apulia in Milan, visiting Bistrot Tormaresca Vino&Cucina.

Everybody enjoy your drink!

Maria Alessandra de Leonardis

Ciao! Sono Maria Alessandra. Vivo a Milano da 25 anni, ma sono nata a Bari dove ho vissuto fino ai 27 anni e dove torno tutte le volte che posso. In questo blog racconto la Puglia e la (mia) vita, convinta che le cose speciali siano quelle semplici! Seguimi su Instagram e Facebook, mi trovi cercando @latrullaia

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