Skip to main content
Tradizioni

Pizzicarella mia

Scritto da 21 Giugno 2021Giugno 14th, 2022Nessun commento
Pizzica - La Trullaia

Click here for English 🇬🇧

Un paio di anni fa, in sul calar della sera, decisi di scoprire le mie carte e comunicare la mia splendida idea a una delle mie sorelle: “Che ne dici Carla, se ce ne andassimo in Salento a fare uno stage di pizzica?”.
Piuttosto interdetta mia sorella comunque accolse questo desiderio e l’indomani mattina partimmo dalla Trullaia alla volta di un paese sperduto del Salento.

Era qualche giorno che trafficavo al telefono con Rosanna, una ballerina salentina di pizzica, da quando cioè questo desiderio mi baluginò per la testa. La pregai di avere la pazienza di dedicarmi almeno una mezza giornata per avvicinarmi a questo intrigante ballo attraverso una infarinatura di passi base.

Ho sempre amato il ballo, è una mia grande passione, in particolare quello popolare e quello latino americano.
Le sere d’estate, in famiglia, fin da piccola, ci siamo sempre scatenati pur senza essere capaci o particolarmente dotati. La musica, il ritmo e la compagnia ci hanno trasportati in un mare di allegria e di buon umore. Da tempo desideravo conoscere la pizzica, i suoi segreti, i suoi movimenti e i suoi ritmi.

Dopo due ore di macchina siamo arrivate, ovviamente senza farci mancare la sosta a Lecce per la colazione. Come lasciarsi sfuggire il pasticciotto leccese della nota pasticceria Citiso?
Si tratta di un dolcetto di pasta frolla dalla forma ovale, squisitamente friabile, con un ripieno di crema e amarena, di ricotta, di cioccolato o di pistacchio.
Io vado matta per quello classico alla crema e amarena che vi consiglio caldamente!
I salentini sono i più strepitosi maestri del pasticciotto, ma lo potete gustare in tutta la Puglia se siete fortunati.

La giornata era molto calda e la casa di Rosanna trasudava calore, ma il mio entusiasmo era tale che non esitai un istante a indossare la mia gonnellona a ruota, convinta di cominciare subito a saltellare.
Ci fece sedere per terra con le gambe incrociate modello yoga e cominciò a raccontarci con voce fioca e rilassata la storia e il senso della pizzica. Mi si aprì un mondo, che meraviglia, che emozione!
La ascoltai incantata mentre ci rendeva partecipi di questa favola. Il racconto ebbe inizio da una tarantola (un tipo di ragno assai diffuso in passato): la sua puntura causava una sorta di convulsione.
Non vi è mai capitato di vedere il ballo della Taranta, dove la donna vestita di bianco si contrae per terra in un movimento vorticoso?
In realtà, con il passare degli anni e con la sua diffusione, il ballo della Taranta si è evoluto in Pizzica.
In passato le donne di campagna vivevano molto in famiglia e in casa, non uscivano mai se non in alcune particolari festività legate alla natura come il raccolto del grano o la vendemmia. In queste occasioni l’intera comunità contadina si ritrovava all’aperto per festeggiare insieme e magari anche per conoscere l’uomo o la donna della propria vita.
Durante il ballo il cavaliere ruota intorno alla dama che nasconde il suo volto dietro a un fazzoletto in un gioco di sguardi intrigante. Egli non la tocca mai, la rispetta e la corteggia solo con gli occhi. La dama, invece, giocando con il suo fazzoletto, prova a catturare il suo desiderio.
È un ballo di terra e non di aria. Non si salta, i piedi devono essere ben piantati e battere a terra a ritmo crescente. La pizzica è un corteggiamento d’altri tempi dove la sensualità è data dagli sguardi che si incrociano e dal ritmo che scandisce il movimento.
Quella mattina scoprii una nuova realtà. Rosanna ci insegnò anche qualche passo e tornammo a casa soddisfatte e felici.

Qualche tempo dopo mi sono iscritta ad uno stage di pizzica a Milano e ho conosciuto una grande maestra salentina, Serena D’Amato, che è poi diventata una cara amica.
In occasione dei miei cinquant’anni ho invitato Serena a ballare alla mia festa! È venuta accompagnata dal suo gruppo che ha suonato e cantato dal vivo con violino, tamburrello e organetto diatonico (una specie di fisarmonica). Serena mi ha regalato una splendida gonna bianca e appena giunta alla festa mi ha praticamente costretta a ballare con lei.
Forza, usciamo insieme, stasera si balla e ci si diverte…vedrai che balleranno tutti!
Così è stato, senza timore e senza vergogna, anche se assai timida, mi sono lasciata andare al ritmo di “Pizzicarella mia” e alla fine mi sono fatta corteggiare da mio marito e insieme ci siamo lasciati trasportare dal ritmo incalzante della pizzica che ti sale dentro.

“Pizzicarella mia pizzicarella,
Il tuo modo di camminare sembra un ballo
Da quando ti vidi ti ammirai,
feci un segno in mezzo a li occhi tuoi…
Amore amore che mi hai fatto fare
Dall’età di quindici anni mi hai fatta impazzire..”

“Pizzicarella mia pizzicarella
lu camminato tou pare ca balla
De l’ura ça te vitti te mmirai,
nu segui fici mmenzu li occhi toi
te quindici anni mi hai fatta impaccire…”

Non si può resistere al ritmo di questo ballo popolare!
Provatelo anche voi e, se potete, frequentate le numerose sagre estive nei paesi del Salento dove ogni sera avrete modo di scatenarvi.

Vi segnalo anche la prestigiosa Notte della Taranta, che si terrà a partire dal 28 agosto a Melpignano.
È tempo di ballare. Che ne dite, ce ne andiamo a Melpignano a fine agosto?

 

 

🇬🇧 Pizzicarella mia

A couple of years ago, by nightfall, I proposed to one of my sisters a fantastic idea: “Carla, what about going to Salento to attend a stage of pizzica (local dance)?” although a bit astonished, my sister accepted my proposal and the morning after we left from trullaia to a remote village in Salento.

I had been chatting for some days with Rosanna, a pizzica dancer, and asked her to give me some dance lessons, so as to learn at least the base steps of this intriguing dance.

I’ve always loved dancing, it is my great passion, particularly folk and latin dance.

During summer nights, when I was a girl, my family and I run wild dancing, even though we were not able to, or particularly talented. The music, the rhythm and the company gave us immense joy and good mood. For a long time I’ve been dreaming of learning pizzica, its secrets, its moves and rhythms.

It took us two hours drive to get there, including a stop in Lecce for breakfast. How could we avoid tasting the typical Lecce pastry in the well-known Citiso patisserie? It is a sort of oval shortcrust pastry, extremely soft, with a filling of cream and sour cherries, or ricotta cheese, or chocolate, or pistachio. I get mad for the classic one with cream and sour cherries, which I highly recommend!

You will find the best pasticciotto in Salento area, but if you are lucky you may find it in other parts of Apulia as well.

The day was very hot, so was Rosanna’s house, but my enthusiasm was so big, so I didn’t hesitate a second to wear my full skirt, convinced that we would start dancing immediately. She let us sit down on the floor, with crossed legs like in yoga position, and started telling us, with a faint and relaxed voice, the origins and meaning of pizzica.

A new world opened before of me, what wonder, what emotion!

I listened to her astonished, while she was explaining this fairy tale.

The story started with a tarantula, a kind of spider which was very common in the past: its bite causes a sort of convulsion.

Have you ever seen the dance of taranta, where a white-dressed lady twists on the ground in a whirling movement? Actually during the years and thanks to its diffusion, the taranta dance evolved into pizzica dance.

In the past, rural women used to live mostly at home, they never went out unless in special festivities linked to nature, like harvesting. During these occasions the entire farming community gathered in the open air to celebrate together and maybe to even meet the right boy or girl of their life.

While dancing, the Cavalier turns around the Lady, who is hiding her face in a handkerchief, flirting with intriguing glances. He never touches her, respecting and courting her with his eyes. The Lady instead, playing with her handkerchief, tries to capture his desire.

It is a ground dance, not an air dance. You don’t jump, feet are firmly rooted on the ground, tapping at an increasing rhythm. Pizzica is a flirting of past times; sensuality is made by crossed glances and by the rhythm which gives the moves.

This morning I discovered a new reality. Rosanna taught us some dance steps too, and we got back home satisfied and happy.

Some time later I attended a pizzica stage in Milan and met a great Salento teacher, Serena D’Amato, who became then a good friend of mine. On my 50. birthday I invited Serena to dance at my party! She joined us with her group who sang live and played violin, tambourine and a diatonic accordion. Serena gave me a gorgeous white skirt and invited me to dance with her from the beginning.

“Come on, let’s get out, tonight we dance and have fun, you’ll see that everybody will join us!” In fact it really happened so. Without fear or shame, in spite of being very shy, I followed the rhythm of the song: “Pizzicarella mia” and I finally let my husband court me. The two of us were soon carried away by the increasing rhythm of pizzica, which really comes from inside.

“Pizzicarella, my pizzicarella,
The way you walk looks like a dance
I admired you from the moment I saw you,
I made a sign right between your eyes…
My love, my love, what have you done to me,
Since the age of 15 you have driven me crazy…”

You can’t resist the rhythm of this folk dance!

You should try yourselves and, if you can, you should attend one of the various summer fairs in Salento villages, where you have the chance to have fun every night!

I also suggest the prestigious Notte della Taranta, which takes place starting from August 28. in Melpignano. It is time to dance. How about we all go to Melpignano end of August?

Maria Alessandra de Leonardis

Ciao! Sono Maria Alessandra. Vivo a Milano da 25 anni, ma sono nata a Bari dove ho vissuto fino ai 27 anni e dove torno tutte le volte che posso. In questo blog racconto la Puglia e la (mia) vita, convinta che le cose speciali siano quelle semplici! Seguimi su Instagram e Facebook, mi trovi cercando @latrullaia

Lascia un commento

Close Menu

CHI SONO

Sono Maria Alessandra de Leonardis.
Vivo a Milano da 25 anni, ma sono nata a Bari, dove ho vissuto fino ai 27 anni e dove torno tutte le volte che posso.
Continua a leggere...

STORIE

Su questo blog racconto la Puglia e la (mia) vita, convinta che le cose speciali siano quelle semplici.
Leggi le storie...

CONTATTI

em@il: alessandra@latrullaia.it
70010 Locorotondo (BA), Italy