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Come nasce La Trullaia

Scritto da 5 Maggio 2021Giugno 14th, 2022Nessun commento
La Trullaia - Locorotondo

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C’era da tempo un desiderio sopito di casa, un’attrazione incontenibile per la mia terra quando tutto ebbe inizio quel 20 agosto 2017!

Ancora un ultimo bagno sardo colorato di rosso tramonto, fuggendo dai capricci dei miei quattro pargoli resi ancor più insistenti dalla fine della vacanza al mare, e l’indomani all’alba, volando sul luccicante Tirreno, sarei rientrata in Puglia per trascorrere con la mia famiglia d’origine gli ultimi giorni d’estate prima del rientro settembrino a Milano.
Un sogno inaspettato stava per avverarsi cogliendomi di sorpresa.

Era ormai tarda sera quando il mio cellulare squillò. Peppino, un gentile signore di Locorotondo, conosciuto in una trattoria del paese l’anno precedente, mi travolse con il suo entusiasmo.
“Ho trovato quello che fa per te, devi venire!”
Sembrò particolarmente insistente!
Piuttosto incredula e rassegnata gli promisi che, trovandomi in Puglia proprio il giorno seguente, sarei andata a visitarlo, con la raccomandazione accorata che non si trattasse della solita delusione. Infatti, Peppino, si stava adoperando già da circa un anno per aiutarmi, a titolo di galanteria, a trovare il trullo dei miei sogni, ma non ci era mai riuscito! Per un motivo o per un altro nessuna sua proposta aveva incontrato il mio innamoramento.
Io e mio marito Marco non abbiamo mai voluto affidarci ad un’agenzia nella ricerca della casa dei nostri sogni. Ci sembrava che questo potesse togliere qualcosa alla magia di questa avventura. Volevamo scovare qualcosa che fosse incontaminato, che passasse direttamente a noi dal vecchio proprietario, che avesse qualcosa da raccontare. Un luogo dove noi ci potessimo porre in continuità con la storia e con le tradizioni di quell’angolo di paradiso che è l’alto Salento. Nessuna valutazione immobiliare, solo magia e silenzio.

Pur vivendo a Milano oramai da molti anni, ho sempre conservato la passione per la mia famiglia e la mia terra d’origine, che ho cercato di trasmettere ai miei quattro figli. Fino a quell’anno avevo vissuto molti indimenticabili momenti d’estate nella mia casa di famiglia, una casina nobiliare dall’aspetto austero, tipico dello stile dei primi anni del ‘900, ma ora sentivo insistente il richiamo primordiale alle origini, quelle più pure che ti riportano al valore della terra che dà ricchezza al corpo e allo spirito, che tempra, stupisce e forma.

Il frinire delle cicale e il sole cocente ci accompagnarono mano nella mano al trullo di Peppino. Partendo dalla casa di famiglia, alla quale ero e sono follemente legata, non facemmo tanta strada. Poco più di un paio di chilometri fino ad imboccare una stradina di campagna fluida di morbide curve, incorniciata da muretti a secco che esplodevano di piante di cappero e costellata di buche. Un uliveto argenteo, una folta macchia mediterranea, contorti alberi di fico, un ciliegeto curioso dalle forme a ombrello, un vellutato campo arato punteggiato di pomodori rossi maturi e pieni di sole, un gatto striato e un cane color della bianca pietra fino a giungere a uno stretto tratturo che pareva raccontare ancora, tra le erbacce alte, il passaggio del carro del fattore. Non lo avevo ancora imboccato ma era come se qualcuno mi stesse prendendo per mano per entrare in un nuovo mondo, ma senza timore, accompagnata.
Mi ha sempre colpita molto questa immagine: essere presa per mano! La trovo bellissima!

Con qualche difficoltà facendoci strada fra le erbacce secche e pungenti siamo giunti alla casa. Lei era lì, che timida ci aspettava per essere scelta, era intrigante per la sua semplicità ed esprimeva tanta sicurezza. I suoi muri poderosi circondavano le stanze interne che già alla prima visita raccontavano la storia semplice di chi l’aveva vissuta. Ogni stanza aveva il suo racconto, la sua funzione e, pur essendo una casa non particolarmente grande, era completa per bastare a se stessa. I quattro coni di trulli erano puntati come frecce verso il cielo e ciascuno di essi mi fece pensare ai miei figli: anche per loro l’augurio più bello è sempre stato quello di guardare in alto proprio come fanno i trulli.
I trulli sono sempre unici, ognuno è diverso da ogni altro, unico al mondo proprio come ciascuno di noi.

Poco lontano dalla casa poi c’era un’aia, rotonda, magica, ricoperta di un meraviglioso tappeto di roccia naturale. Quello era stato il luogo dove i prodotti della terra venivano lavorati insieme dall’uomo, dagli animali e dalla forza del vento in sinergia per giungere  a diventare nutrimento. Quello era il luogo dove ci si riuniva per lavorare e per socializzare, era il luogo della vita!
Trulli e Aia insieme!
Trullaia!

Solo uno sguardo tra me e mio marito, nessuna domanda, nessun commento, nessun dubbio… Eravamo già a casa!

Il giorno seguente abbiamo chiesto di incontrare la vecchia proprietaria. È importante un bel passaggio di consegne tra persone che si piacciono.
Non mancherò di raccontarvi della signora Maria! A lei devo una ricchezza nuova fatta di cose e affetti semplici.

Solo per breve tempo La Trullaia è stata solo un luogo perché in men che non si dica è anche diventata una persona, uno stile, una filosofia di vita! Questo penso che accada quando da un luogo si riparte per rimettere insieme le emozioni, i sogni, i ricordi, i valori che sono dentro di noi e che ci va di tirare fuori senza effetti speciali, solo perché ci commuovono e ci emozionano e ci va di condividerli.

 

🇬🇧 There was always a faded wish of home, an overwhelming attraction to my land, when something unexpected started on 20 August 2017…

One last Sardinian swim under the red sunset, escaping from my four kids’ whims, made even more insistent because of the holidays ending, and the day after, in the early daylight, flying over the shimmering Tyrrhenian Sea, I was supposed to spend the last days of vacation in Apulia at my native family house before returning to Milan in September.

An unexpected dream was about to come true, taking me by surprise.

It was almost late at night as my mobile phone rang.

Peppino, a kind man of Locorotondo I met the year ahead in a local tavern, overwhelmed me enthusiastically: “I found what is right for you, you have to follow me!”

He seemed extremely insistent!

Being rather unbelieving and somehow resigned, I promised that I would visit him the following day, recommending fervently, this would not be a new more disappointment, as usual.

Actually Peppino had been trying to help me for about a year, just for his chivalry, to find out the right trullo of my dreams (typical Apulian house made of stone walls and vaulted ceilings), but he never managed to!

For some reason or another, none of his proposals made me fall in love.

My husband Marco and I always refused to consult an estate agency to look for our dreams’ house.

We felt like it could take away the magic of this adventure.

We were looking for something still unspoilt, something that would reach us from the previous resident, with its own story to tell.

A place where we could see ourselves as a continuation with the history and traditions of that corner of paradise which is the High Salento.

No real estate evaluation, just magic and silence.

Even if I’ve been living in Milan for many years by now, I still preserve a deep love for my family and for my native land, and have always tried to convey this love to my 4 children.

Until that year I had lived many unforgettable summer moments at my family house, a small noble house with an austere appearance, typical of the early ‘900 style, and at that moment I felt a persistent primordial recall to the origins, the purest ones, taking me back to the earth value which enriches body and soul, tempering, impressing and shaping.

The chirping of cicades and the burning sun led us hand in hand to Peppino’s trullo.

Starting from my family house, I was ever and still am madly tied to, the trullo was located not so much far away.

It took us just about a couple of kilometers to reach a narrow country path, surrounded by dry-stone walls covered with caper plants, and with many holes.

Silver olive trees, a thick Mediterranean scrub, twisty fig trees, funny umbrella-shaped cherry trees, a velvet-like plowed field, with spots of red, ripe sun-kissed tomatoes, a striped cat and a dog as white as the stone, and we got to a narrow tratturo (sheep-track), which reminded us of the farmer’s wagon.

I was about walking to the path, and I felt like somebody was taking me by hand to step into a new world, but I felt no fear, like accompanied.

Proceeding with some difficulties among the dry and stinging weeds, we finally reached the house. It was standing shyly waiting for us to choose it, it was fascinating in its simplicity and expressed a lot of confidence.

Its mighty walls surrounded the inner rooms, which revealed us at first sight the simple life of its previous residents.

Each room had its own story to tell, its purpose and, in spite of being a tiny house, it was just complete enough in itself.

The four trulli cones pointed to the sky like arrows and reminded me to my four children: my best wish to them is ever to look upward exactly like trulli do.

Trulli are always unique, each one differing from the other, unique in the world like any of us.

Not so far from the house there was a round, magic yard, covered with a marvellous carpet of natural stone. In this space the products of the land were once processed by humans in synergy with animals and the wind force, so as to turn into nourishment. This was the place where people used to meet, working and socializing, it was the place of life!

Trulli and aia (yard) together: Trullaia!

Just a look between my husband and me, no question, no word, no doubt… we felt already at home!

We considered the trullaia a place just for a short time, because it became very quickly a person, a style, a life philosophy!

I guess this happens when you start from a place, and gather all emotions, dreams, memories, the values you keep inside and take out with no special effect, with the only aim to share them because the are moving and emotional.

 

Maria Alessandra de Leonardis

Ciao! Sono Maria Alessandra. Vivo a Milano da 25 anni, ma sono nata a Bari dove ho vissuto fino ai 27 anni e dove torno tutte le volte che posso. In questo blog racconto la Puglia e la (mia) vita, convinta che le cose speciali siano quelle semplici! Seguimi su Instagram e Facebook, mi trovi cercando @latrullaia

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